• Ilena Li Mura

Il cibo è tempo



Il cibo è tempo.


E non solo nell’ovvia accezione di salute.

Un’alimentazione sana ed equilibrata può regalarci anni di vita in salute.

Ma questo è chiaro a tutti.

Intendo dire che il cibo andrebbe gestito come il nostro tempo, in qualità e consapevolezza.


Quando ero piccola soffrivo di ansia, declinata in molteplici forme, alcune ancora attuali (ad esempio non prendo l’ascensore e non metto la testa sott’acqua).

Una di queste era l’ansia del tempo, con una forte impronta familiare.

Mio padre mi accompagnava in aeroporto con svariate ore di anticipo, enumerando tutti i possibili imprevisti che sarebbero potuti accadere, incluso il probabilissimo “scoppio della ruota”.

Questa ansia ereditata mi portava a vivere sempre “in urgenza” e “in scarsità”, di tempo chiaramente, rendendomi, per assurdo, una persona molto lenta nel fare le cose e costantemente in ritardo.

"Ma come? Avevi l’ansia del tempo ed eri in ritardo?"

Si, perché la preoccupazione di non averne mi faceva fare tutta una serie di cose inutili che mi portavano, letteralmente, a “perdere un sacco di tempo”.


Fino a quando sei una siciliana che vive in Sicilia tutto questo è relativo, gli appuntamenti si danno con approssimazione, “ci vediamo nel pomeriggio” è già un’indicazione precisa.

Ma quando una siciliana si traferisce in Veneto…

Ecco, in Veneto il tempo si misura in minuti, nel senso che 1 minuto o 2 fanno la differenza.

All’inizio, lo ammetto, li prendevo anche un po’ in giro, questi Veneti, così efficienti così “veloci”, così poco “rilassati”, dicevo.

Poi mi resi conto che, in realtà, gestire il tempo in maniera efficace mi permetteva di fare molte cose diverse, di avere più spazio per me stessa e per gli altri, insomma era una cosa intelligente.


Così iniziai a farlo anche io e a capire la differenza tra “rallentare” e “perdere tempo”.


Ecco, con il cibo è la stessa cosa.

Se io gestisco il cibo in maniera intelligente, lo vivo serenamente.


Cosa intendo dire con questo?

Che se imparo a “organizzare e pianificare” (bellissime parole) la mia settimana, in modo da seguire il mio piano alimentare (qualora ne avessi uno) o comunque un’alimentazione sana ed equilibrata, succederanno cose incredibili.


Innanzitutto, avrò sempre in dispensa e nel frigo cibo di qualità e difficilmente ripiegherò sui 200 gr di formaggio o affettato con il pane o sui tramezzini della tristezza.

Secondo, i miei pasti saranno nutrienti e soddisfacenti, anche per l’animo.

Non mi dite che vi sentite davvero soddisfatti dopo un tramezzino tonno e cipolline o l’ennesimo panino con “miraggio di lattuga”.

Terzo, non vivrete costantemente con l’ansia dello sgarro, dell’aperitivo, del week end, perché non rappresenteranno più un problema.

Mangiando bene l’80% del vostro tempo, quei pasti non incideranno in maniera significativa.


Quindi, siate efficienti, non ansiosi!


PS: sto scrivendo questo post dall’aereo, altra fonte di grande ansia per me.

Avrete capito che ho qualche problema con gli ambienti chiusi.

Un giorno vi racconterò del mio incubo ricorrente, che fa venire un infarto a chi condivide con me il sonno!


Ilena Egle Astrid Li Mura

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